Durata Tricopigmentazione

Durata di una Tricopigmentazione  

durata TRICOPIGMENTAZIONE

Toni Belfatto Leader Mondiale Insegnante e Relatore Internazionale di Tricopigmentazione

I pigmenti impiegati per un trattamento di Tricopigmentazione devono corrispondere a delle norme legislative che tutelano la salute di chi decide di sottoporsi a tali trattamenti. Infatti è necessario accertarsi che i pigmenti siano biocompatibili ed accompagnanti da certificati di conformità quali schede di atossicità e schede di sicurezza in 16 punti.
Chi decide di eseguire una Tricopigmentazione ha la possibilità di deciderne la durata scegliendo tra una soluzione “Bioriassorbibile” ed una “ definitiva” o “indelebile”.
La prima soluzione permette la permanenza del pigmento nella cute per 4/18 mesi garantendone un’ottima visibilità per i primi mesi, andando ad attenuarsi gradualmente fino alla scomparsa. Anche se normalmente la dermopigmentazione eseguita con questi pigmenti con il tempo è destinata ad andare via del tutto, è però importante ricordare che raramente, o in caso di dermopigmentazione effettuata scorrettamente, la zona trattata potrebbe conservare un leggero alone. 

La durata di una Tricopigmentazione dipende da fattori diversi e soggettivi:
Età del cliente ( nei giovani il riassorbimento e conseguente eliminazione dei pigmenti da parte dei macrofagi sarà più veloce).
Esposizione solare ( la velocità del processo di fagocitosi aumenterà con l’esposizione a lampade abbronzanti o luce solare).
Soggettività degli esiti cicatriziali.
Caratteristiche istologiche della cute del cliente.
Tecnica utilizzata.
Pigmento impiegato.
Assunzione di farmaci che potrebbero accellerare l’azione fagocitaria. 

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La seconda soluzione con pigmenti “indelebili” è forse la più ambita ma anche la più rischiosa. Il cliente che si sottopone ad una Tricopigemntazione vorrebbe farlo una sola volta e mantenere quel risultato inalterato per tutta la vita. Purtroppo non è così. Qualsiasi colore esistente in natura subisce delle evoluzioni cromatiche a causa dell’esposizione solare che permette un’ossidazione degli elementi minerali contenuti all’interno dei pigmenti provocandone un viraggio indesiderato. Un castano scuro, utilizzato oggi per ricreare lo stesso colore dei capelli, a distanza di anni potrebbe diventare verdastro o bluastro, classiche problematiche dei tatuaggi sul corpo. Questo cambiamento di colore, insieme ad uno spessimento inevitabile dei puntini o dei trattani in seguito ad una perdita di elastina da parte della pelle, potrebbe pregiudicare in maniera importante la naturalezza e la credibilità del trattamento.
Non dimentichiamo inoltre l’aumento dei capelli bianchi (incanutimento) con l’avanzare dell’età che creerà un contrasto cromatico antiestetico rendendo schiavo il cliente nel sottoporsi continuamente a tintura dei capelli o a rasatura quotidiana degli stessi. E’ utile ricordare che l’unica soluzione per risolvere una scelta errata è quella di sottoporsi ad una terapia laser con conseguenti tempistiche, spese economiche ed esiti cicatriziali.

 

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